Olio Amare
Pochi centimetri quadrati, uno spazio infinito
OLIO AMARE nasce durante la mia esperienza in Tonutti Tecniche Grafiche, nell’ambito della Collection 5 Capsule, dalla collaborazione con il fotografo Settimio Benedusi.
Ho tradotto la sua visione essenziale e rigorosa in scelte di materiali, dettagli e soluzioni di stampa. Un progetto in cui la fotografia, quattro gocce in peltro e un tag NFC trasformano la bottiglia nel punto di partenza di un racconto che va oltre l’etichetta.
L’incontro con Settimio Benedusi
Ho scelto di collaborare con Settimio Benedusi perché ammiravo i suoi ritratti e il suo approccio empatico e pragmatico. Immaginavo un’etichetta costruita attorno ai volti; il confronto con lui mi ha portata in un’altra direzione.
La sua visione era un’etichetta essenziale e rigorosa, ispirata alla chiarezza di una confezione farmaceutica, per mettere al centro il valore dell’olio come alimento.
Accogliere questa visione ha significato cambiare prospettiva. Ho messo la mia esperienza al servizio del progetto, traducendo le sue intenzioni in materiali, dettagli e soluzioni produttive. Un lavoro di ascolto e fiducia reciproca, nel quale capire quando proporre e quando lasciare spazio.
Il mare visto dagli ulivi
La fotografia di Settimio Benedusi mostra il mare davanti al quale crescono gli ulivi del Frantoio Sant’Agata d’Oneglia. È il paesaggio che accompagna la nascita dell’olio e richiama le origini del fotografo: un incontro tra il territorio del prodotto e la storia di chi lo racconta.
L’immagine fa parte del lavoro MY SEA. L’opera originale è realizzata con la tecnica del platino-palladio; per l’etichetta, la fotografia è stata riprodotta in digitale su carta con fibra riciclata al 100%.
Quattro gocce fuori dal rigore
Quattro gocce d’olio scendono dal collo della bottiglia e interrompono la precisione dell’insieme. Un’imperfezione voluta da Benedusi, alla quale ho dato forma disegnando le gocce e scegliendo il peltro per realizzarle.
Ho calibrato il loro percorso sulla bottiglia perché mantenessero la naturalezza di una colatura senza coprire le diciture di legge. Realizzate da Etincia e applicate a mano, portano sulla confezione un gesto che sembra appena accaduto.
Il disegno delle quattro colature, prima di avvolgere il collo della bottiglia.
Le diverse lunghezze e il posizionamento sono stati studiati per lasciare leggibili le diciture di legge.
Oltre la superficie dell’etichetta
Un’etichetta ha una superficie limitata. La storia che può raccontare, invece, può andare molto oltre.
In OLIO AMARE, un tag NFC nascosto tra l’etichetta trasparente e la fotografia collega la bottiglia a un minisito dedicato. Basta avvicinare uno smartphone compatibile per scoprire la nascita e lo sviluppo del progetto, il percorso di Settimio Benedusi, la tecnica del platino-palladio, l’olio e la storia del frantoio.
Pochi centimetri quadrati diventano così l’accesso a uno spazio narrativo che può continuare a crescere. Testi, fotografie e video possono essere aggiornati e arricchiti nel tempo, mentre la bottiglia rimane la stessa.
Il tag ha anche un identificativo univoco, utilizzabile per la verifica dell’autenticità all’interno di un sistema anticontraffazione. Una tecnologia che affianca alla comunicazione la possibilità di proteggere il prodotto.
È questa apertura che mi interessa: progettare un’etichetta che inviti a conoscere ciò che si nasconde dietro un prodotto, dando spazio alle persone, ai luoghi e alle scelte che gli danno valore.
Uno dei contenuti da scoprire attraverso l’etichetta: MY SEA, il video di Settimio Benedusi dedicato al lavoro fotografico di cui fa parte l’immagine scelta per OLIO AMARE.
La cura dietro l’essenzialità
Dietro l’aspetto essenziale di OLIO AMARE c’è un lavoro di selezione dei materiali e organizzazione delle lavorazioni.
Per l’etichetta trasparente e la retroetichetta ho scelto un polipropilene con contenuto riciclato. Fronte e retro condividono la stessa fustella e vengono stampati insieme, sulla stessa bobina, con un solo colore: il bianco serigrafico. Scelte che permettono di contenere gli avviamenti e ridurre lo spreco di materiale.
La fotografia è riprodotta in digitale su carta con fibra riciclata al 100%, calibrando i toni di grigio senza ricorrere a lastre di stampa. Sotto l’immagine trova posto il tag NFC; le quattro colature in peltro, applicate a mano, completano la bottiglia.
Materiali, stampa e assemblaggio sono parti dello stesso progetto: ogni scelta contribuisce a dare forma alla visione iniziale.
